I vescovi svizzeri esprimono la loro contrarietà al «matrimonio per tutti»

I vescovi svizzeri esprimono la loro contrarietà al «matrimonio per tutti»

dal sito catt.ch - portale cattolico svizzero - matrimonio per tutti

Incontro online dei vescovi svizzeri foto del 3 dicembre 2020: @ivescovisvizzeri.ch

Articolo originale

«Innanzitutto per la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) -si legge in una dichiarazione del 4 dicembre 2020 che riprende un testo approvato alla 329 esima assemblea ordinaria dell’episcopato elvetico (Delemont 14-16 settembre 2020) – è importante sottolineare la necessità di lottare in modo generale contro le discriminazioni. La CVS concorda con la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale sull’importanza di introdurre la parità di trattamento per tutti gli individui nel quadro del diritto in materia di cittadinanza e di rendite per i superstiti.

L’argomentazione a sostegno dell’introduzione del «matrimonio per tutti» si basa sulla necessità di sradicare qualsiasi forma di discriminazione. La CVS sottolinea, tuttavia, che esiste una distinzione tra discriminazione e differenziazione e che quest’ultima permette talvolta di far valere meglio gli interessi delle minoranze. La CVS ritiene che per le coppie dello stesso sesso sia più opportuno adeguare l’attuale legislazione sull’unione domestica registrata, anziché introdurre un «matrimonio per tutti», che sarebbe a suo parere una maniera di uniformare progetti di vita differenti.

La CVS ribadisce il fatto che è impossibile affrontare il dibattito sul «matrimonio per tutti» eludendo le conseguenze, che sono la filiazione e l’accesso alla procreazione medicalmente assistita (PMA). Questi due aspetti sollevano questioni etiche delicate e complesse. Il fatto di non evocarne le conseguenze allo scopo di promuovere oggi con più facilità la parità di trattamento, senza differenziare tra coppie eterosessuali e omosessuali, può comportare domani l’approvazione incondizionata di un principio già accettato.

La CVS osserva che il matrimonio civile non è soltanto un riconoscimento pubblico dei sentimenti reciproci. In effetti, il suo scopo è l’iscrizione della filiazione in un’istituzione stabile, in particolare per la protezione della madre (matri-monium) e del bambino. In tal senso il matrimonio civile è normato per la fondazione della famiglia. Ora, per conseguire tale scopo, le coppie dello stesso sesso devono però ricorrere alla Procreazione medicalmente assistita (PMA). La CVS si oppone in modo generale al suo impiego (anche per le coppie eterosessuali) poiché la PMA, comportando una donazione di gameti, è contraria ai diritti del bambino. La CVS segnala in particolare la sofferenza e la difficoltà che incontrano quei bambini nella costruzione di sé stessi, generate dall’impossibilità di conoscere la propria origine biologica.

Consapevole di questi gravi risvolti etici, la CVS non può accettare in questa forma il progetto «matrimonio per tutti». A partire dai diritti del bambino evocati pocanzi, essa segnala che l’ambito di competenza della Chiesa cattolica si riferisce principalmente al matrimonio sacramentale. Vi è celebrata davanti a Dio l’unione dell’uomo e della donna, in vista d’una comunione di amore e di vita, stabile e aperta alla procreazione. Perciò, per quanto riguarda la sfera civile, la CVS resta parimenti convinta che l’impiego del termine «matrimonio» non andrebbe esteso a qualsiasi unione tra due individui indipendentemente dal loro sesso. Un tale impiego del termine raggiungerebbe una parità che a suo parere non può sussistere in questo modo.  

Diritti del bambino e Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

La CVS ricorda che nessuno possiede il diritto al bambino; al contrario, vi sono i diritti del bambino. In tal senso, il matrimonio civile non conferisce alcun diritto al figlio, ma è istituito per la protezione dei figli nati da un’unione coniugale. Nell’interesse superiore del bambino e per il suo bene, la CVS si oppone in modo generale all’accesso alla PMA (anche) per le coppie dello stesso sesso, in considerazione del diritto del bambino alla conoscenza della propria ascendenza genetica. Sottolinea il rischio di apertura alla maternità surrogata, vietata giustamente in Svizzera per motivi di protezione della madre e del bambino.

Discriminazione o differenziazione?

Perché la CVS constata una distinzione tra discriminazione e differenziazione? In una società che tende all’uniformazione e all’egualitarismo, la differenziazione può essere il mezzo efficace per raggiungere la parità di trattamento e far riconoscere nel contempo le peculiarità e i diritti di ciascuno e ciascuna. La CVS ammette il pericolo di voler risolvere i problemi di discriminazione ignorando le differenze tra gli individui. La considerazione della diversità le sembra più opportuna per vivere queste differenze nella parità di trattamento.

Proposta di adeguamento del diritto

La CVS ritiene inoltre che le difficoltà qui illustrate potrebbero esser risolte correggendo la legge sull’unione domestica registrata, entrata in vigore nel 2007. Allora sarebbe stato più appropriato proporre degli adeguamenti del diritto al fine di evitare ogni ingiusta discriminazione. Per la CVS non è il rifiuto del matrimonio per tutti a essere «stigmatizzante» [2], bensì un’unione domestica registrata che rivela unicamente l’orientamento sessuale. La CVS sostiene quindi che occorre trovare dei correttivi al diritto attuale, anziché proporre un «matrimonio per tutti» che comporta numerose difficoltà amministrative, giuridiche ed etiche nella sua realizzazione.

Conclusione

Per concludere sullo sfondo della competenza principale della Chiesa cattolica nella sfera del matrimonio sacramentale, è giocoforza constatare che la CVS non può pronunciarsi a favore del progetto «Matrimonio civile per tutti». La CVS ritiene che il dibattito non sia stato affrontato in modo adeguato, visto che le conseguenze etiche legate alla PMA e ai diritti del bambino sono rilevanti. La CVS promuove la ricerca di una soluzione che tenga conto delle richieste giustificate delle persone LGBT+ di vedersi riconosciuta la parità di trattamento per quanto concerne il diritto in materia di cittadinanza e delle prestazioni sociali. Tale soluzione dovrebbe comportare una differenziazione positiva per tutti, che permetta al tempo stesso la considerazione delle diversità e il rispetto dei diritti del bambino«.

Friburgo, 4 dicembre 2020

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[1] Testo approvato dalla 329a assemblea ordinaria della Conferenza dei vescovi svizzeri, 14-16 settembre 2020 a Delémont.

[2] Rapporto della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale del 30.8.2019 sull’iniziativa parlamentare «Matrimonio civile per tutti» (oggetto 13.468), art. 8.4 ( https://www.admin.ch/opc/it/federal-gazette/2019/7151.pdf).


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Argomentario

Il progetto di legge in discussione

L'Assemblea federale ha approvato il "matrimonio per tutti", compresa la donazione di sperma per le coppie lesbiche nella sessione invernale del 2020. Nella votazione finale del 18 dicembre, il Consiglio nazionale ha detto sì al progetto di legge con 136 voti contro 48, con 9 consiglieri che si sono astenuti. Il Consiglio degli Stati ha adottato il progetto di legge con 24 voti contro 11 e 7 astensioni. I "no" sono venuti principalmente dal PPE, EDU, CVP/Die Mitte e SVP.

Un comitato apartitico, composto da parlamentari dei suddetti partiti e sostenuto da varie organizzazioni, ha lanciato un referendum contro il "matrimonio per tutti". Il 12 aprile 2021, le firme raccolte dal 31 dicembre 2020 sono state presentate a Berna. Il 27 aprile 2021, la Cancelleria federale ha dichiarato che il referendum ha avuto luogo ufficialmente - con 61.027 firme certificate valide. Il 19 maggio, il Consiglio federale ha annunciato che il referendum federale si terrà il 26 settembre 2021.

Il progetto di legge "Matrimonio per tutti", che include anche l'accesso alla medicina riproduttiva, risale a un'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Kathrin Bertschy (GLP BE). L'iniziativa, presentata il 5 dicembre 2013, mirava a modificare l'art. 14 e l'art. 38 della Costituzione federale: il matrimonio dovrebbe essere equiparato alla "convivenza" e dovrebbe essere "aperto alle coppie indipendentemente dal loro sesso o dal loro orientamento sessuale".[1] Anche la promotrice del pacchetto di leggi "matrimonio per tutti" in votazione oggi ha quindi originariamente cercato di modificare la Costituzione, perché era evidentemente consapevole della sua necessità per un ampliamento del concetto di matrimonio. L'iniziativa parlamentare di Bertschy non fa menzione di una richiesta di accesso alla donazione di sperma.

I dibattiti in Parlamento e in Consiglio federale si sono trascinati per anni. Gli oppositori non hanno mostrato alcuna comprensione per le richieste di "parità di diritti" da parte della scena "LGBTIQ+[2]". Al fine di fornire protezione legale alle coppie omosessuali e bisessuali, è stata creata la legge sul partenariato, entrata in vigore nel 2007. Chiamare in modo peggiorativo l'unione registrata come "matrimonio di seconda classe" (iniziativa parlamentare Bertschy) solo pochi anni dopo la sua introduzione è stata vista come un'espressione di tattica del salame e di coercizione disonesta dell'elettorato svizzero. Infine, fino al 2005, i proponenti hanno sostenuto nella campagna referendaria sulla legge di partenariato che era "un compromesso ragionevole" e che il matrimonio sarebbe rimasto "intatto nel suo significato tradizionale."[3]

Nel 2015, le commissioni degli affari giuridici del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati hanno deciso di seguire l'iniziativa parlamentare "Matrimonio per tutti". Tuttavia, il legame con la legge sull'adozione e l'accesso alla medicina riproduttiva è rimasto un pomo della discordia. Di conseguenza, il dibattito è stato ritardato per anni. In particolare, il Consiglio federale era fermamente contrario a mescolare l'estensione dell'istituto giuridico del matrimonio con l'accesso alla medicina riproduttiva (donazione di sperma). La Commissione per gli affari giuridici del Consiglio nazionale (RK-N) ha anche deciso, ancora il 30 agosto 2019, con 13 voti contro 12, di non aprire l'accesso alla donazione di sperma per le coppie sposate dello stesso sesso e di sesso femminile nel progetto di legge centrale[4].

L'iniziativa popolare federale "Per il matrimonio e la famiglia - contro la pena matrimoniale", lanciata dall'allora Partito Popolare Cristiano Democratico (CVP - oggi "Die Mitte"), ha avuto anche una grande influenza sulle delibere parlamentari. Tra le altre cose, l'iniziativa prevedeva una definizione del matrimonio come "un'unione a lungo termine legalmente regolata tra un uomo e una donna" nella Costituzione federale[5]. Nel referendum del 28 febbraio 2016, l'iniziativa è fallita con un margine sottile come un rasoio. Più tardi, il Tribunale federale ha annullato il voto a causa di cifre palesemente fuorvianti fornite dal Consiglio federale: una prima nella storia della Svizzera. Nel gennaio 2020, il comitato d'iniziativa degli esponenti del CVP, in consultazione con il partito, ha ritirato l'iniziativa per motivi puramente opportunistici e per respingere l'accusa di essere contro il "matrimonio per tutti". Questo, poco prima che venisse messo di nuovo ai voti. Questo è molto discutibile per ragioni di diritto costituzionale: un comitato d'iniziativa avrebbe avuto il diritto di decidere da solo se l'iniziativa dovesse essere rimessa al voto. Purtroppo, il Tribunale federale ha respinto un reclamo corrispondente contro il ritiro di questa iniziativa per motivi giuridici formali[6]. In termini di politica nazionale, sarebbe stata l'unica decisione giusta e corretta ripetere il referendum su questa iniziativa. L'adozione di questa iniziativa avrebbe anche significato che l'introduzione del "matrimonio per tutti" non sarebbe stata sicuramente fattibile senza un emendamento costituzionale.

Il 29 gennaio 2020, il Consiglio federale ha annunciato di condividere l'opinione della RK-N, secondo la quale l'apertura del matrimonio potrebbe avvenire tramite una revisione della legge. Questo era contrario all'intenzione originale dell'iniziativa parlamentare "Matrimonio per tutti". Il Consiglio federale chiede ora una "rapida attuazione". Sta così cedendo alla massiccia pressione della lobby LGBT, che da tempo chiede che la legge venga approvata il più rapidamente possibile. Tuttavia, il Consiglio federale continua a prendere una posizione critica sull'accesso alla medicina riproduttiva. Questo dovrebbe essere "esaminato in profondità e discusso separatamente in una data successiva"[7].

L'11 giugno 2020, il Consiglio nazionale ha deciso a maggioranza di estendere il "matrimonio per tutti" per includere l'accesso alla donazione di sperma per le coppie lesbiche - contro la volontà del Consiglio federale, così come i no dei gruppi parlamentari SVP e Mitte. Contrariamente alla commissione consorella del Consiglio nazionale, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (RK-S) ha approfondito nei mesi successivi la questione della possibilità di introdurre il "matrimonio per tutti" come semplice modifica della legge (vedi capitolo 2). Ha consultato diversi pareri giuridici e ha deciso il 13 novembre 2020 con un margine estremamente ridotto (7 voti a 6) che un emendamento alla legge era sufficiente. Anche nel dibattito al Consiglio degli Stati del 1° dicembre 2020, solo una maggioranza sottilissima (22 a 20 voti) ha confermato che il "matrimonio per tutti" non viola la Costituzione.

Dopo che le differenze finali sono state risolte il 9 dicembre, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno approvato il "matrimonio per tutti", compresa la donazione di sperma per le coppie lesbiche nella votazione finale del 18 dicembre 2020.

 

[1] Quelle: https://www.parlament.ch/de/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20130468 (aufgerufen am 15.07.2021)

[2] LGBTIQ+ ist ein Sammelbegriff für alle Menschen, die sich als nicht-heterosexuell einstufen. Die Buchstaben stehen für lesbisch, schwul (gay), bisexuell, trans, inter, asexuell und queer. Als Synonym wird landläufig das Kürzel «LGBT» verwendet – oftmals im Zusammenhang mit der Betitelung nicht-heterosexueller Lobby-Organisationen.

[3] Quelle: Argumentarium «Ja zum Partnerschaftsgesetz» des Schweizerischen Gewerkschaftsbundes vom März 2005 (Seiten 2 und 3).

[4] Quelle: https://www.parlament.ch/press-releases/Pages/mm-rk-n-2019-08-30.aspx (aufgerufen am 15.07.2021)

[5] Quelle: https://de.wikipedia.org/wiki/Eidgen%C3%B6ssische_Volksinitiative_%C2%ABF%C3%BCr_Ehe_und_Familie_%E2%80%93_gegen_die_Heiratsstrafe%C2%BB (aufgerufen am 15.07.2021)

[6] Quelle: https://www.bger.ch/files/live/sites/bger/files/pdf/de/1C_105_2020_2020_11_05_T_d_08_53_09.pdf; Bundesgerichtsurteile 1C_105/2020, 1C_129/2020 vom 07.10.2020

[7] Quelle: https://www.admin.ch/gov/de/start/dokumentation/medienmitteilungen.msg-id-77927.html (aufgerufen am 15.07.2021)